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Colpo di Fulmine Ti amerò anche quando non te ne accorgerai, sarò tra il cuscino e la tua guancia nella notte, danzerò con i tuoi sogni come una maga, ti parlerò come la luna parla alle stelle, ti bacerò come il vento bacia le onde del mare, ma non mi vedrai, di fronte all'amore si è come di fronte a un'eclissi totale di sole.
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![]() Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati, Quante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.
Amore...
Quando ti chiedi cos'è l'amore, immagina due mani ardenti che si incontrano, due sguardi perduti l'uno nell'altro, due cuori che tremano di fronte all'immensità di un sentimento, e poche parole per rendere eterno un istante. ~ Alan Douar ~ STATISTICHE
![]() Più di 30,000 ore di lavoro svolte al Computer, tra ricerche e studi. Più di 125,723 Km, e 406 m, percorsi con il Mouse sul DeskTop. Velocità massima raggiunta dal Mouse, 25,32 Km/h. Più di 21,973804 Clik.
| Connessione Accorcio le distanze, e con la fantasia, rincorro il mio sogno. Il desiderio di stare con te mi porta lontano, è quasi come volare con la fantasia, immagino una lunghissima passeggiata, abbracciata stretta stretta con te. Quella che ho in mente non e molto distante da noi. Verrà quel giorno, prenderò quel treno e verrò lì da te a dirti, mi manchi, è troppo per me aspettare che sei tu a tornare. Come disegno il mio sogno? Immaginalo con me. Roma. E' notte. La luce sfida il freddo. Quella luce color ambra, quella degli affascinanti centri storici. Io e te passeggiamo vicini. Io stringo le braccia al corpo. Il freddo sta per entrarmi nelle ossa. Sorrido... Sì, perché ti sto ascoltando mentre, entusiasta, mi racconti come ti sei ambientato. Tu parli serenamente, senza fretta, con le mani in tasca. Guarda! Una fontana. Mi appoggio alla ringhiera e ti guardo. Soffio aria calda tra le mani chiuse nei guanti. Continuo a farti domande. Voglio sapere delle tue giornate, dei tuoi pensieri. Voglio sapere cosa starai facendo quando me lo chiederò. Alla mia ultima domanda sorridi. Arrossisci. Abbassi lo sguardo e ti dondoli un po'. Poi sorridendo ancora alzi un po' gli occhi. Sono piccoli e lucidi. Quante risposte m'hai dato così. Da quanto tempo lo conosco quel tuo modo di dire, senza parlare. Quante emozioni tornano... E ti togli dall'imbarazzo. Tu lo sai che la risposta la so. Mi abbracci e riprendiamo a camminare. Lentamente. Mi chiedi di me e ti rispondo vagamente. E' divertente. Guardi a terra mentre mi ascolti e sorridi. Ti osservo perché nessun tuo sorriso vorrei perdermi mai. Poi alzo gli occhi al cielo e non ho nessun dubbio: sulle nostre teste, sui nostri pensieri, sull'ansia nostra di sapere dorme il cielo migliore di tutti. Arriviamo a Piazza di Spagna. La senti la tranquillità? E mi viene in mente quella scena. Sorrido orgogliosa all'idea e ti chiedo di seguirmi. Vuoi sapere di più. Sorrido sicura. Ti fidi. Ti prendo per mano e ti porto lì. Sul gradino di quella splendida scalinata dove il tuo, ormai nostro Manfredi, sedette in una scena di uno dei tuoi migliori film, uno dei primi che mi facesti vedere. Te lo svelo. Sei stupito. Non ti viene nulla da dire. Io intanto mi godo gli occhi più belli del mondo. Così emozionati e pieni... Mi abbracci e mi ripeti che mi vuoi bene. Io ci credo. Ormai vivo davvero solo quando quelle braccia sono attorno a me. E Roma dorme. Grande. Bella. Sola. Silenziosa. Guarda compiaciuta l'abbraccio di due anime similissime che si vogliono bene davvero. E col suo freddo se ne sta lì, intenerita e in punta di piedi, fuori dal nostro abbraccio, che diventa il posto più caldo del mondo. Il centro del mondo. Sciogli l'abbraccio ancora sorridente, muovi spesso gli occhi incontrando solo per poco i miei. Piccolo pagliaccio timidissimo. Ti guardo felice mentre mi ringrazi. E sai che con quel sorriso mi fai il più grande regalo. Gioco ad allontanarmi sui gradini. Ti chiamo dall'alto. Tu sorridi, complice di un gioco da bambini. Mi raggiungi e mi chiedi se puoi abbracciarmi. Il mio affetto, sorriso mio, sarà sempre tuo. Non devi chiedermelo mai. Prendilo tutto. Io c'ho provato, sai, a tenerti fuori dalle mie cose di sempre. No, non per timore di soffrire o per il desiderio di pensare solo a me. Quale egoismo? Per paura. La paura che questa volta fosse proprio quella volta, quella che sempre avevo sperato, quella diversa, che cambia tutto. La volta in cui non posso più dire "pazienza, vada pure, andrò avanti lo stesso". Tu, la volta che non passa mai. Questo sei. E non mi chiedere perché. Non è bastato un anno per capirlo. O forse sì. Non so... Noncurante delle mie paranoie e assolutamente indifferente alle nostre incomprensioni il mio bene è qui. Ancora. Sempre più forte. Perdonami. Io avevo il cuore chiuso quando mi ostinavo a volerti lontano. Ora ho capito che il cuore sì, l'ho chiuso, ma dopo essermi accertata che tu fossi dentro. Sei lì. Qui. A casa tua. Per sempre.
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Quel che Amo ![]() Amo la buona cucina.
Amo cucinare per chi amo.
Amo mangiare ciò che cucino.
Amo fare teatro con i bambini.
Amo gli artisti di strada.
Amo il sole negli occhi.
Amo il vento tra i capelli.
Amo la vita da campeggio.
Amo viaggiare.
Amo perdermi per le strade di New York.
Amo tuffarmi nel latte con i cereali alle 2 di notte.
Amo osservare gli sconosciuti.
Amo le emozioni forti.
Amo le carezze.
Amo mangiare caramelle fino alla nausea.
Amo gli urli dei concerti.
Amo i brividi che mi sanno dare.
Alcuni in particolare.
Amo camminare al buio.
Amo le piccole grandi sorprese.
Amo starnutire.
Amo studiare.
Amo leggere.
Amo scrivere.
Amo il violino e il violoncello.
Amo il soffritto di cipolla.
Amo la mozzarella quando si scioglie e fila.
Amo stare sott'acqua a pensare.
Amo cantare a squarciagola in macchina.
Amo guidare il sorriso dei bimbi che mi rallegra tanto.
Amo il sorriso dei giapponesi divertiti,
li amo perchè come me, mangiano sempre riso.
Amo i forti temporali.
Amo versare il latte sulla cioccolata nella ciotola.
Amo perdermi in paesi sconosciuti.
Amo l'odore dei negozi dell'usato.
Amo le lavanderie a gettoni.
Amo le voci che grattono e ti graffiano.
Amo la sensualità.
Amo andare al cinema.
Amo girare sola di giorno per Milano.
Amo camminare a Napoli di notte.
Amo la luce che emana del tramonto.
Amo il cielo quando è azzurro e quando di notte che brilla con le stelle.
Amo bere l'aqcua dalle bottiglie di vetro.
Amo non fumare dopo i pranzi.
Amo quando riesco a parlare lentamente.
Amo quando c'è il silenzio assoluto.
Amo fare cinema.
Amo essere attrice di me stessa.
Amo mangiare la pizza fuori dalla porta di casa mia.
Amo amare.
Amo sentirmi amata.
Amo sentirmi viva.
Amo la vita. |











La bambina fermandosi sulla della porta della camera da letto dei genitori e vedendoli disse: "e voi vorreste portare me dallo psicologo perche' mi succhio il dito?!" 



















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